L’accesso al credito: un amico della stabilità democratica

L’accesso al credito: un amico della stabilità democratica

Quando si parla della società di oggi, una delle cose che viene subito in mente è la necessità di avere denaro. E’ una realtà che sembra “cruda”, ma è proprio così: senza denaro non si può avere accesso, di solito, ad alcuno dei servizi base essenziali. Basti pensare alle medicine, che hanno un certo costo (a meno che ci si trovi in determinate condizioni o criteri, che sono comunque più o meno difficili da avere, a seconda dei casi).

Quando non si hanno soldi per fare neanche le cose più basilari la stabilità democratica è a rischio. Basti pensare a cosa è successo nei paesi europei che hanno maggiormente risentito della crisi economica scoppiata nel 2009 e della quale ci stiamo ancora portando gli effetti dietro: proteste in piazza, cortei, manifestazioni più o meno pacifiche, ecc. Da un punto di vista politico, abbiamo visto in vari paesi l’emergere di partiti “anti euro”, gruppi di persone che hanno guadagnato consensi popolari spingendo per una indipendenza del loro paese dalla moneta unica (in Grecia vediamo il gruppo Syriza, in Italia l’euroscetticismo passa attraverso il Movimento 5 Stelle e in parte attraverso la Lega).

Una delle cose che ha contribuito a danneggiare la stabilità democratica è stata anche la continua e sempre maggiore difficoltà di accesso al credito per imprese e privati: sempre meno aziende e persone sono state in grado di prendere in prestito denaro per acquistare una casa, un’auto o per pagare le spese mediche. Si sono diffuse molto le richieste di prestiti a protestati, perché sempre più persone sono state iscritte in questo registro in virtù dell’impossibilità di pagare finanziamenti antecedenti a causa della perdita del posto di lavoro, ad esempio, ma anche tipologie di prestito come la cessione del quinto (vedi il sito GuidaCessione per info) che tendono a prelevare la rata di prestito direttamente alla fonte.

La strada verso la ripresa economica e verso una nuova stabilità democratica passa, come dice anche Mario Draghi, presidente BCE, attraverso un nuovo e fiorente mercato dei prestiti personali ed aziendali. Le banche sono, da questo punto di vista, altamente coinvolte.

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